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Rose RegalmenteRosa

RegalmenteRosa è l’altra festa che anima la primavera govonese tra aprile e maggio. Kermesse dedicata al fiore ed al giardinaggio, fa del roseto di Carlo Felice il fulcro della manifestazione. Il roseto-museo si trova nel parco del Castello e raggruppa una collezione che  presenta 236 varietà di rose antiche disposte in un’armoniosa combinazione delle specie, del valore storico, del periodo di fioritura, dei colori, dei profumi, della tipologia della pianta e della  produzione delle bacche.
Per “Regalmente Rosa” il roseto è protagonista ed allora si anima di esposizioni di opere d’arte, di recitazioni di poesie, di spettacoli teatrali, di concerti di musica classica. Nel parco, maestri del giardinaggio creano angoli di suggestione con le loro ricercate collezioni di fiori, bonsai,  piante aromatiche, ortaggi e piccoli frutti.

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Nella cappella barocca adiacente al roseto e nelle sale del castello sono d’obbligo mostre di antichi ricami “Bandera” che riproducono le molteplici e smaglianti fioriture della natura o di antichi abiti nuziali abbinati a profumati bouquet.
Découpage, erboristeria, cosmesi, cucina e letteratura accompagnano il visitatore in un viaggio attorno al fiore.
Coinvolgenti “chiacchierate botaniche” con gli addetti ai lavori accrescono la passione per il giardino e nelle degustazioni dei vini e dei prodotti locali si ritrovano i più delicati profumi della terra” roerina” .
Il giardino delle rose di Carlo Felice nasce da un ritrovamento d’archivio: l’Inventario del giardiniere di Casa Reale, Giuseppe Delorenzi (anno 1849) , nel quale si elencano tutte le specie di fiori presenti nei giardini del castello di Govone.  In particolar modo, si parla di collezioni di rose, di pelargoni, di fucsie, di piante grasse e di agrumi.
I Govonesi hanno voluto recuperare almeno una delle passioni del Re : la collezione di rose.  Tramite una  lunga ricerca  presso collezionisti italiani ed inglesi si sono ritrovate le specie e le varietà segnalate nell’ Inventario del 1849.
Oggi, varcato il cancello del roseto, profumi e suggestioni si avvicendano, evocando la memoria di un giardino antico. Tra giochi di luce e di ombra, nei vialetti odorosi, tra pergole ed archi carchi di boccioli, risplendono i colori struggenti delle corolle variopinte, che restituiscono allo sguardo incantato l’armonia di un dipinto impressionista.
Il fascino del giardino si offre ai visitatori che percorrendone i vialetti si soffermano a studiare tale o tal altra varietà folgorati dalla romantica bellezza delle corolle, con proporzioni e forme svariatissime ( a rosetta, a coppa, a pompon…), con colori che vanno dai toni delicati e cipriati a quelli più intensi e vellutati, e profumo che sprigiona sentori fruttati di mirra, di tè, di mela verde, di muschio, d’incenso.

Tra le varietà storiche troviamo : le “Alba”, antichissime, dalle foglie di un bel verde-grigio argentato; le Damascene, che risalgono al XVI secolo; le Galliche, quasi prive di spine, dalle inconfondibili sfumature che vanno dal rosso intenso, quasi nero, al rosa; le Centifolia, o rose dai cento petali, soprannominate dagli Inglesi cabbage roses, ovvero “ rose cavolo”, per la caratteristica conformazione del fiore pieno e globoso. Profumatissime e di una bellezza indescrivibile, presentano purtroppo un’unica fioritura. Ecco perché  sono state accostate alle varietà dell’Ottocento, inglesi e francesi- Bourbon , Cina , Tè, sempre molto profumate, caratterizzate da una generosa rifiorenza autunnale  spesso da una fioritura continua.
Percorrendo il giardino, scopriamo così la “Louise Odier”, rosa brillante, fitta fitta di petali, superbamente profumata; la “Baron Girod de l’Ain “ Ibrida Perpetua fuori dal comune, rosso cremisi, con petali smarginati e bordati di bianco; la “ Ferdinand Pichard” una delle variegate più belle; la “Variegata di Bologna” che con i suoi fiori doppi, a coppa, fa bella mostra di vistose striature verticali rosso porpora su fondo bianco rosato, la “Chapeau de Napoleon che racchiude i suoi petali in galle poste ai margini dei sepali tormentosi a forma di tridente. Tra le Chinensis troviamo la “Viridiflora” con i suoi fiori verdi, la “Rouletii”, la “Mutabilis”.
Un gruppo fondamentale è costituito dalle botaniche, che comprendono le specie e le varietà spontanee, da cui nel corso del tempo hanno preso origine tutte le rose conosciute. Tra queste troviamo la “Sericea pteracantha”, con le sue spine bordeaux, la “Canary bird” con i suoi fiori semplici giallo canarino, la ” Fetida bicolor” e molte altre rarità.
Alle rose antiche si affiancano anche da alcune moderne che assicurano la rifiorenza. Troviamo allora la  “ Iceberg “, con grandi mazzi di fiori semidoppi, bianco puro, la “ Alchemist “ una rampicante con il fascino delle rose antiche, dai fiori stradoppi e profumati tra il giallo e l’arancio dorato e le rose inglesi di David Austin che associano le caratteristiche tipiche della rosa antica come la forma, il colore ed il profumo alla ben apprezzata rifiorenza delle rose moderne.

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